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giovedì 8 ottobre 2009

Assemblea Regionale Gioventù Italiana Lazio


Convocazione per l'Assemblea Regionale di "Gioventù Italiana" in programma per Sabato 24 Ottobre, a Roma, presso la Sede Nazionale del Partito in Via Luisa di Savoia 16, con inizio fissato alle ore 15. Siete pregati di darne massima diffusione tra militanti e Dirigenti delle varie realtà. Si tratterà di un appuntamento particolarmente importante per quanto riguarda la riorganizzazione strutturale del movimento giovanile e la programmazione di quelle che saranno le prossime iniziative, in vista della fondamentale battaglia che dovremo sostenere a Marzo 2010 per le Regionali.
ps: per informazioni chiedere al segretario comunale ed è opportuno una massiccia presenza a tutti i militanti di "Gioventù Italiana" di Priverno per dimostrare il nostro grande gruppo.

venerdì 2 ottobre 2009

La Destra e Gioventù Italiana Priverno:Serrate le fila,l'attacco è pronto!


Partirà a giorni una nostra grande mobilitazione contro il canone Rai che ci si augura riscuota largo consenso da parte della gente che da troppi anni è costretta a pagare questa "tassa", sempre più in aumento, allo Stato per ottenere, oltretutto, un servizio di scarsa qualità, tendenzioso e fazioso."Gioventù Italiana", movimento giovanile de "LaDestra", sostiene questa battaglia in difesa dell’informazione e soprattutto dell'economia degli Italiani, defraudati da chi dovrebbe offrire loro servizi al meglio e quanto meno gratuiti.Il canone Rai nacque nel 1924 col nome "URI", Unione Radiofonica Italiana. Fu la prima Società di gestione del servizio radiofonico nazionale di proprietà privata. Nel 1927 il Governo Italiano ne assunse il controllo azionario e la trasformò in Ente Pubblico con denominazione "EIAR", Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. Nel 1944 assunse la denominazione "Radio Audizioni Italiane" e nel 1954, diventando anche operatore televisivo, la denominazione "RAI", Radiotelevisione Italiana.Ancora oggi la Rai riscuote, tramite lo Sportello Abbonamenti TV, il canone televisivo, un'imposta sul possesso di qualsiasi apparecchio atto, o adattabile, alla ricezione di programmi televisivi. Il canone Rai vuole teoricamente finanziare un servizio pubblico. Esso, invece, finanzia un'azienda di Stato di tipo capitalistico e quindi in concorrenza con aziende similari capitalistiche private. Ed ecco che, ancora una volta, ci troviamo ad affrontare la questione "democrazia" ed il suo funzionamento. Ennesima testimonianza di come questa forma di Stato sia labile e fittizia. Quello che si definisce Pubblico è il risultato di più componenti etniche, culturali ed ideologiche. Compito di un Ente, come quello Rai, sarebbe garantire ad ognuna di esse la possibilità di potersi esprimere dando vita a diversi punti di vista su cui dibattere, aprire dialoghi, rafforzare o far decadere un pensiero. Tutto questo in Rai certo avviene, ma in modo particolare: è una manifestazione del pensiero a senso unico, vede protagonisti solo e soltanto quella parte che con Santoro & Co. va a braccetto, e come giustamente ha dichiarato il nostro leader Storace: "Contro di noi c’è solo censura!". Al problema politico si aggiunge poi quello culturale: programmi senza qualità, senza possibilità di accrescimento… insomma… il nulla.


(articolo di Veronica Recchia)